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RICORDI DAL CUORE...

Fra le molteplici storie vissute nel corso degli anni passati in ARP e nei servizi sociali, in questi giorni di festa hanno fatto capolino nella mia mente quelle che mi hanno toccato profondamente e che hanno lasciato un ricordo speciale nel mio cuore.

Sono storie di mamme che hanno saputo lottare e mantenere la speranza di una vita migliore per sé stesse, ma soprattutto per i loro figli.

Queste donne, travolte dalla disperazione e apparentemente senza una via d’uscita, con la forza che solo l’Amore può dare, si sono rivolte a me riuscendo a chiedere aiuto.

IL PRIMO E PIÙ IMPORTANTE PASSO

Ricordo una mamma che un mattino d’estate è arrivata nel mio ufficio spingendo il passeggino della sua piccola bimba. Nei suoi occhi tanta paura e il dubbio di non aver fatto la scelta giusta...sul suo collo, tutto attorno, un grosso livido blu, che pareva essere recente... 

Ho accolto questa mamma ed ho cercato di rassicurarla. Per un momento ho temuto che sarebbe scappata per il terrore di quello che sarebbe potuto accadere a lei ed alla sua piccola, se il marito fosse venuto a conoscenza di quello che stava facendo.

Era uscita di casa dicendo che sarebbe andata a fare la spesa, con il denaro contato, sufficiente solo ad acquistare le verdure per una minestra (se fosse rimasto qualche soldo avrebbe dovuto, poi, restituirlo al marito).

Con calma e attenzione sono riuscita a rassicurare questa mamma ed ho iniziato a creare una rete che potesse occuparsi di lei e della piccola, così da metterle in sicurezza al più presto possibile.

Ho contattato i servizi di sostegno per chiedere loro di intervenire accompagnandole in una casa sicura, ma, purtroppo, le operatrici erano impegnate in un’altra situazione e avremmo dovuto attendere il nostro turno. Era quasi mezzogiorno e la piccola si agitava per la fame. La mamma, per non destare sospetti, non aveva potuto portare con sé nulla da dare alla figlia. 

A quel tempo avevamo una brava apprendista che si è messa a disposizione per uscire e acquistare degli omogeneizzati, poi riscaldati nel microonde del nostro locale-pausa. 

Mentre la piccola mangiava abbiamo contattato la nostra polizia, peraltro sempre disponibile a dare una mano (fra loro tanti papà con un grande cuore), per chiedere di accompagnare la signora a casa, proteggendola da un eventuale intervento del marito, e permettergli di prendere il necessario per sé e per la figlia, per i giorni che avrebbero passato nella casa protetta. Nel frattempo, nell’attesa dell’assistente sociale e mentre la signora era con gli agenti al suo domicilio, ho deciso di andare a pranzo con la piccola e ci siamo fatti accompagnare dal Comandante della Polizia in un vicino ristorante, dove la piccola si è addormentata nel suo passeggino con in mano un pezzetto di pane. Un momento di serenità, quello che tutti i bambini dovrebbero avere.

La mamma è nel frattempo tornata con gli agenti. L’auto della polizia era stipata di borse e sacchetti, presi a carico poi dall’assistente sociale che nel frattempo era arrivata per prendersi cura di mamma e figlia.

Qualche tempo dopo e dopo un periodo passato nella casa protetta, necessario per affrontare e risolvere, oltre alle questioni pratiche, anche quelle legali, la mamma è tornata con la sua piccola a trovarmi nel mio ufficio. Desiderava ringraziare per l’opportunità offerta di cambiare la sua vita e quella della figlia. 

Pur con la paura (che purtroppo in queste situazioni rimane dentro e rimane difficile da superare) quella mamma aveva un viso rilassato e… sorrideva con un velo di rossetto sulle labbra.

Ancora oggi anche il mio cuore sorride al pensiero e al ricordo di quella immagine.

 

Sorridi donna
sorridi sempre alla vita
anche se lei non ti sorride.
Sorridi agli amori finiti
sorridi ai tuoi dolori
sorridi comunque.
Il tuo sorriso sarà 
luce per il tuo cammino
faro per naviganti sperduti.
Il tuo sorriso sarà:
un bacio di mamma
un battito d'ali
un raggio di sole per tutti.


Alda Merini


Sostenitori:

 



Avv. Giorgio Carlo Bernasconi




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